Criteri per definire una foto Boudoir

Sembra che incasellare il Boudoir in qualcosa di ben specifico sia un’impresa impossibile. Già in un altro articolo ho espresso il mio personale punto di vista su cosa significa fotografia Boudoir, precisando che a mio avviso non si può stabilire con certezza, in quanto dipende da vari fattori, da come lo intende il fotografo, dalla cultura, dalla nazione in cui si vive e che i confini tra ritratto, erotismo e pornografia sono molto labili e probabilmente lo determina il COME si fa e il fine.
In Italia siamo più rigidi, forse perché rispetto all’America questo settore si è diffuso solo negli ultimi anni, e tutto ciò che non si conosce o si conosce poco, ha spesso bisogno di rassicurazioni e definizioni.
Se si parla con più fotografi si scoprirà che uno lo intende come fotografia da fare solo con luce naturale, in una stanza da letto, un altro con luce artificiale, in pose studiate sexy, chi lo rappresenta solo con donne “comuni” non modelle, chi opta per non fare post produzione e chi la fa anche troppa per offrire un’immagine migliore (seppur artificiosa) alla cliente.
Occupandomi di Fotografia Boudoir Italia magazine dedico ogni giorno del tempo per cercare fotografie del settore, condividendole al fine di creare una sorta di archivio visivo per tutti i fotografi e le modelle che si approcciano a questo tipo di fotografia e possono trarre ispirazione.
Un collega mi ha cazziato amabilmente 😉 perchè secondo lui certe fotografie erano troppo erotiche, o erano nudi, e questo perchè lui il Boudoir lo associa solo all’immagine americana della fotografia della donna inserita in un contesto elegante, lussuoso, con sguardi languidi o dolci ma mai troppo decisi.
Se mi chiedete cosa ne penso dico che la rivista pone come priorità il buon gusto, l’eleganza, ma punta anche ad offrire varietà, indispensabile a mio avviso ad ampliare visioni ed ispirazioni. Come persona già non sono una che sta troppo su un binario, mi piace spaziare, curiosare, e come titolare di una rivista credo sia doveroso da parte mia offrire contenuti vari, differenti per stile, approccio, intenzione, perché solo così si cresce, ci si evolve, si sperimenta. Ovviamente anch’io ho dei criteri di selezione tipo escludo le foto con una post produzione spinta e questo perché porto avanti la filosofia che la donna deve essere autentica e non una barbie, poi non mi piacciono le donne che vengono fotografate in una maniera troppo esplicita, volgare: ci sono già tanti canali di questo genere non voglio rimanere ancorata sul cliché che per rappresentare l’erotismo la donna per forza si debba toccare. Credo invece che il carisma, lo sguardo, l’uso consapevole delle mani, siano molto più potenti ed efficaci.
Quindi se mi chiedete cos’è per me la fotografia boudoir rispondo semplicemente che è prima di tutto un ritratto, ma che rispetto a quest’ultimo si evidenzia l’aspetto sensuale del soggetto, che può a seconda dei casi essere più marcato trasformandosi in erotismo.
Noi non siamo mai solo una cosa, ma cambiamo a seconda del momento, dello stato d’animo, così la cliente.
Sebbene io abbia le idee abbastanza chiare su come voglio rappresentare la MIA fotografia boudoir, non vi nascondo che in certi giorni i dubbi ritornano, soprattutto quando mi confronto con il Boudoir estero.
L’anno scorso al concorso internazionale di Boudoir fotografi dell’AIBP tra il 6° e il 10° posto ha vinto questa fotografia che vedete sotto.
Se ragiono con una mentalità chiusa, italiana, penso: sott’acqua, lui semisvestito, lei con un velo. Ma se mi chiedo “rappresenta la sensualità?” dico di si. certo è una fotografia di settore un po’ inusuale.

Ieri stessa riflessione: un fotografo Master pluripremiato che si occupa soprattutto di ritratti, ha pubblicato in Boudoir International una foto “ART BOUDOIR” .

Dovendo oggi pensare a quali immagini inviare al concorso annuale internazionale di Boudoir sono entrata un po’ in crisi, avrei voluto scegliere questa fotografia dall’album EVAnescenza perché se devo basarmi sul concetto se esprima sensualità, dico di si, ma credo che rischierei di andare fuori tema, anche se guardando queste due foto non ne ho la certezza.
Alla fine ci sono tanti ritratti che possono essere inseriti anche come foto boudoir e viceversa..insomma un po’ di casino c’è non lo nego, ma se pensiamo che già nell’800 c’erano diatribe tra arte e fotografia forse dobbiamo solo rassegnarci alla libertà di espressione artistica.
Autore: Micaela www.micaelazuliani.com