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AMO

Quand’è che la parola oMOfobia verrà cambiata con AMO.

Su 49 nazioni scrutinate, in quanto a omofobia e transfobia, l’Italia quest’anno si è posizionata 34°, ex aequo con l’Ucraina. Risultati simili emergono dal Society at a Glance 2019 – A spotlight on Lgbt people di Ocse, che evidenzia in Italia un livello di accettazione dell’omosessualità più basso della media europea – in classifica compare dopo l’Ungheria – e un ancora più scarsa accettazione delle persone transgender. Tutte le analisi di dati citate offrono almeno un contraltare positivo: le nuove generazioni sono più rispettose e meno discriminanti. Però l’emergenza è evidente ed è necessario agire in tempo per contrastare la tendenza, come ha dichiarato anche il direttore esecutivo dell’ILGA Evelyne Paradis. [continua la lettura]

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Femminile Singolare gioielli

Tra i vari servizi offerti, Scuola di Boudoir realizza campagne pubblicitarie mirate a promuovere brand nel settore dell’abbigliamento intimo e non, gioielli, complementi d’arredo, location, utilizzando un linguaggio artistico e unico nel settore.

Ecco la campagna pubblicitaria realizzata per il marchio Femminile Singolare.
Lo spirito e’ quello di quando si e’ bambine che si guarda, si gioca con le cose, con i gioielli della mamma, con la realtà, in un modo fisico, fresco, innocente, fuori dalla logica. Ma anche quello di unire il corpo femminile (rappresentato in modo astratto) con l’eleganza dei gioielli di Femminile Singolare. La splendida modella e’ la nostra Henryka, @henryka_glow.
Un’ulteriore visione artistica è stata offerta dalla nostra collaboratrice Luisa Cittone , illustratrice di Arte Erotica, che ha realizzato un’opera unica per Femminile Singolare. (sotto)
Sito Femminile Singolare gioielli http://femminile-singolare.com/
Instagram @femminilesingolare

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AUTOEROTISMO

Sono arrogante ? (parto da questa domanda).Da una prima lettura potrei dire di sì. Chi rimane in superficie vede una donna sicura, con le idee chiare, che non gli interessa il parere degli altri e con una certa dose di autostima e libertà. Questo nella società di oggi sicuramente dà fastidio, soprattutto se ad esserlo è una donna. Non so per quale motivo ma sembra che sia più accettabile dagli altri, dalla nostra società, farsi del male e vivere all’inseguimento dell’approvazione degli altri. Cosa curiosa se ci pensiamo. Aggiungiamo poi che una donna deve stare al suo posto e non alzare nè la testa nè la voce. L’anno prossimo compirò 50 anni e se faccio un bilancio della mia vita, posso dire che solo negli ultimi anni ho acquisito una serenità, una consapevolezza di me, del mio valore. Ultimi anni! Significa, che se quantifichiamo, per QUARANTICINQUEANNI non ero me stessa, ricercavo l’approvazione degli altri e il riconoscimento della mia persona. 45 non è poco! Mi rendo conto che appaio a tanti, compulsiva, forte, piena di vita, eccessiva. Ci sta. Di temperamento sono una che ama la vita e curiosa, un po’ iperattiva di mio, ma questa forza, esuberanza, fame, è scaturita da un lungo periodo in cui mi sono fatta a pezzi, fisicamente e mentalmente. Per un anno non avevo più le mestruazioni, per tanti anni avevo un rapporto malsano con il mio corpo, lo martoriavo, ho anestetizzato le emozioni, pulsioni, desideri. Chi era il carnefice e chi la vittima? In entrambi i casi sono stata io. Cercavo di piacere a tutti, ma non avevo un’identità. Non mi conoscevo e non mi autorizzavo ad essere me stessa. Un giorno, tanti giorni, ho toccato il fondo e ho capito che o la facevo finita o era il caso di cambiare e cosi ho fatto. Un percorso lungo, durato anni e più iniziavo a fare ciò che mi diceva la pancia più acquisivo forza e benessere. Mi sono stupita lo ammetto e ho capito che tanto male non ero. In fondo tutti possiamo essere niente male, non togliamo niente agli altri, anzi forse è proprio quando incominciamo a stare bene ed essere sereni che siamo pronti a dare qualcosa al prossimo, perchè non lo facciamo più per bisogno, ma per piacere. La fotografia mi ha aiutato molto a liberarmi, a conoscermi e a fare pace con me stessa. Provengo da un passato di timidezza, insicurezza, di rapporti sessuali bianchi immacolati dove ero talmente immersa dai miei problemi alimentari che spronavo il partner a “consumare” altrove, comprendendo le sue necessità. (Oppure non volevo rotture di balle, diciamolo). Se ci pensate è assurdo. Autoerotismo? figuriamoci, già era tanto se riuscivo a porgermi una mano, anche metaforicamente. Oggi sono sicura di me, mi voglio bene, mi accetto con i miei pregi e difetti e non permetto più a nessuno di tarparmi le ali. Ascolto con molta attenzione gli altri, ma poi decido con la mia testa. Non elemosino l’affetto e l’amore, nè il sesso. Io sono questa, prendere o lasciare, non mi nascondo però, non fingo di essere una persona diversa, sono autentica, poi logico so che non posso piacere a tutti. Prendo posizioni nette è vero, ma sono la prima a cambiare idea se mi convinci che mi sbaglio. Ho lavorato anche sulla mia sessualità, femminilità, ora reputo normale e sano ciò che mi sento di fare e l’autoerotismo lo pratico, perchè non solo ne abbiamo bisogno (e menomale altrimenti saremmo tutti incazzati) ma è un modo per conoscerci in primis e trasmettere al partner cosa ci piace, perchè in fondo un rapporto sessuale rimane uno scambio intimo tra due persone, un po’ come la fotografia. Il lavoro di consapevolezza che ho fatto su di me è servito a me in prima persona, ma può servire e serve anche a chi ancora non ha trovato la strada, la forza, il coraggio per parlarsi. Tutti noi abbiamo bisogno di persone “apripista” che con coraggio e libertà fanno il lavoro sporco per altri e se posso servire in questo perchè no. Ho trattato tanti temi in questi dieci anni, temi che sono reali, quotidiani, oggi voglio affrontarne uno nuovo, il VERO tabu’, quello che tutti sentono come nascosto, anche per i più socialmente aperti a livello mentale. Che se ci pensiamo è curioso perchè viviamo sommersi di sesso in ogni istante della nostra giornata, più o meno gratuito, esplicito, dove anche per pubblicizzare un succo di frutta alla pera si usa la sessualità, ma poi ciò che dovrebbe essere la cosa più normale di questo mondo, l’amore per noi stessi, si teme, si nasconde, rimane un tabù.Ecco che ho pensato come fondatrice e titolare di Scuola di Boudoir, un brand rivolto a tutte le donne, di iniziare un percorso, perchè parlarne solo nella giornata mondiale dell’orgasmo mi sembrava inutile. Un percorso in cui ci diamo la mano e piano piano, usciamo dalla nostra rigidità mentale, dallo sporco e proviamo a valutare che c’è modo e modo per parlarne. Ognuno ha il proprio e personalissimo concetto di autoerotismo. Dal 1 giugno al 31 luglio prima io, poi lo staff di Scuola di Boudoir pubblicheremo i nostri autoritratti autoerotici, che non saranno volgari, perchè la volgarità è inutile e allontana ad una riflessione, ma durante questo percorso chiederò a chi vuol partecipare di inviarmi un suo personale autoscatto. Partecipare significa sentire importante, urgente parlarne, in modo autentico, genuino, non un modo per fare esibizionismo, che sarà a priori scartato. Non si accetteranno quindi foto volgari, (per intenderci di organi in erezione o gambe aperte) e le persone che parteciperanno (uomini e donne) potranno non metterci la faccia, ma il nome si. Perché se credi in un messaggio non ha senso nascondersi. Questa è la prima novità che riguarda solo Scuola di Boudoir, ne segue poi un’altra che scoprirete nelle prossime settimane.

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Polaroid Boudoir

In tempo di coronavirus non potendo uscire di casa, stiamo studiando nuovi props , corsi e idee da proporvi appena è possibile.
Ci saranno interessanti novità, nel frattempo ho ripreso vecchie fotografie e ne ho cambiato lo stile, taglio e post produzione, ispirandomi alla fotografia vintage. Un effetto più autentico lo potete ottenere usando polaroid comprate online.
Tutta la serie la trovate sul nostro canale instagram @scuoladiboudoir

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BOUDOIR 70

Scuola di Boudoir nei mesi precedenti ha già parlato di come la sensualità, la bellezza, la sessualità, la valorizzazione di se stesse non debbano essere fenomeni confinati ad un’età precisa, autorizzate in modo passivo dalla nostra società, bensì un fatto propriamente personale e che nessuno mai dovrebbe giudicare, se non noi stesse.
Da dieci anni porto avanti campagne sociali e lotte quotidiane per abbattere pregiudizi mentali che partono spesso da noi, ma che iniziano a sgretolarsi dopo i 40anni, grazie ad una consapevolezza acquisita e un grosso lavoro interiore.
Ho apprezzato come donna e come artista il messaggio promosso da Shakira e Jennifer Lopez, in occasione del Super Bowl, in cui rivolgendosi ad una ragazzina le due cantanti dicevano “non farti dire da altri chi devi essere” e su quest’onda vorrei contribuire anch’io, supportata da Scuola di Boudoir nell’aiutare tutte le donne ad essere ciò che vogliono essere.

Da quando nasciamo a quando moriamo, viviamo nella pressione di essere donne piacenti per l’uomo, ma se la stessa cosa la facciamo non per l’uomo ma per noi stesse risultiamo fuori luogo, vanitose, arroganti.
La Bellezza, la Sensualità, il nostro essere Donna è parte di noi, dobbiamo solo autorizzarci a esprimerlo senza paure, come poi esprimiamo altre parti della nostra persona.
L’autenticità, l’autodeterminazione, la Libertà di essere spaventa, perché non si può dominare. Scuola di Boudoir lavora affinché non sia più un tabù la Libertà di essere a qualsiasi età.
Micaela Zuliani

Per questo nuovo progetto ringraziamo due splendide donne Marina e Patrizia che hanno reso possibile questa campagna.
Marina Baumgartner: scrittrice, giornalista, co-autrice del libro “Lettere al padre”; Patrizia Marcacci, artista di Serial Ant: la potete conoscere in questo articolo a lei dedicato.

Marina Baumgartner testimonial Boudoir 70 per Scuola di Boudoir
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Les femmes – les maisons closes à Paris

Scuola di Boudoir realizza progetti fotografici finalizzati alla promozione CINEMATOGRAFICA e LETTERARIA.
Due esempi : al London TV Pitchbox 2018 e’ stato presentato lo slide fotografico realizzato da Micaela Zuliani “Les Femmes-les maison closes a Paris” (che pubblichiamo sotto), per la serie TV internazionale intitolata “Butterflies” creata dall’attrice e sceneggiatrice Sara Corso, presentando a società del calibro di Sky, Virgin Media ed EntertainmentOne.
Quest’anno invece e’ il caso di Lacroix, progetto fotografico che ha dato vita alla protagonista del romanzo “Inafferrabile come il segreto” della scrittrice Micaela Zuliani.

Les femmes – les maisons closes à Paris

Uno sguardo al passato, alle donne: vittime o dominatrici di una società maschilista?
Uno sguardo nascosto e al contempo partecipe per raccontare vizi, libertà, pensieri delle protagoniste delle case chiuse agli inizi del 900.
Si ringrazia l’ Hotel Esmeralda di Parigi per la stanza n° 4 la più ambita e storica di Parigi e la hall usata per le altre sequenze, e Francisco l’albergatore che si è prestato come comparsa.
Attrici : Sara CorsoArmelle Ferron, Marine Jouhet.
Curiosità : 
Nella stanza 4  hanno dormito o girato personaggi del calibro di Claudia Cardinale, Corto Maltese, Paolo Conte, Hugo Pratt, il coreografo di fama mondiale Maurice Béjart, e tanti altri… 

Nel 1968, Jane Birkin stava girando per il film di Pierre Grimblat “Slogan”, il regista aveva prenotato per lei una camera al Esméralda, la n° 4 appunto, il suo partner in questo film fu Serge Gainsbourg. Si dice che i primi incontri tra Jane e Serge fossero caotici, fino al giorno in cui Serge andò a cercare Jane Birkin al Hotel Esmeralda per portarla a cena a Maxim. Serge Gainsbourg si innamorò di Jan dal momento in cui la vide scendere con una minigonna cortissima dalla scalinata del hotel. Serge Gainsbourg e Jane Birkin poi hanno trascorso la loro prima notte insieme a Esmeralda, in questa meravigliosa camera. 

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