Ritratto e Boudoir Terapia

“La fotografia serve a far vedere quel che non si vede, a far esistere quel che non c’è, a render conoscibile l’inconoscibile. Quando l’invisibile si è fatto visibile, in quel preciso istante un pezzo di mondo è morto ed è rinato altrove.

★ UN INCONTRO CON SE STESSI ★
La fotografia terapeutica promuove la presa di coscienza di sé, favorendo il riconoscimento e la comunicazione degli stati emotivi.
Quello che per i fotografi comuni è normalmente il punto di arrivo (ossia la foto finita), per la fotografia terapeutica è invece il punto di partenza: l’obiettivo non sono solo belle foto, l’obiettivo è l’esperienza che si sta vivendo abbandonandosi a se stessi, decidendo di vivere, mostrare la propria scelta, rabbia, gioia, emozioni insomma, che spesso soffochiamo per assecondare l’aspettativa degli altri o la nostra inconscia sete di giudizio.
L’obiettivo è scoprire la propria autenticità attraverso la libertà di essere, senza vergogna e autocelebrarsi con amore sano e fiero.
Fin dalle sue origini si è creduto molto al potere terapeutico della fotografia.  
E’ stata spesso utilizzata da medici e psicologici mezzo di supporto alla terapia per affrontare e conflitti interni: il soggetto scattava fotografie liberamente nell’arco della giornata alcune, tenendo una sorta di diario fotografico, che poi sono stati utilizzati nel processo di analisi.
In alcune malattie come ad esempio i disturbi alimentari dove lo schema dell’immagine corporea è disturbato (distorsione dell’immagine corporea, rappresentata da una mancata corrispondenza tra il corpo reale ed il corpo soggettivamente rispetto a una fotografia corporea straordinariamente), si è scoperto che la fotografia rappresenta un mezzo straordinariamente efficace per l’analisi e la cura di questo tipo di patologia.
L’immagine non è un mero fatto di percezione oggettiva, ma ha più profonde e soggettive. Inoltre rappresenta la base di partenza delle relazioni sociali: una percezione negativa dell’immagine corporea può avere conseguenze deleterie per il soggetto che la vive, comportando ansia sociale fino all’isolamento completo, ossessiva per il peso e la forma corporea, bassa autostima, patologie psichiatriche quali depressione e DCA.
Le ricerche scientifiche in questo campo, arrivano ad affermare che il contesto in cui e gli stimoli che riceviamo dall’esterno possono essere in grado di vivere i comportamenti e gli ideali estetici di bellezza.
Questo è possibile nella misura in cui l’immagine interna che abbiamo del nostro corpo non corrisponde a ciò che vediamo riflesso allo specchio, ma è invece fortemente influenzato dal modo in cui ci raffiguriamo, dai sentimenti negativi o positivi che proviamo nei confronti del nostro aspetto fisico e dalla discrepanza con il nostro modello di corpo ideale.

★ RITRATTO COME TERAPIA ★

 La fotografia viene utilizzata in molti campi:
– durante la malattia e la cura contro il cancro è stato dimostrato che le donne che sono state truccate e fotografate con un approccio amorevole e valorizzante del loro corpo, reagivano alla cura con maggior determinazione e autostima;
– negli adolescenti con difficoltà a comunicare emozioni e stati d’animo, con dipendenze e fenomeni di autolesionismo, o problematiche legate al bullismo vissuto a scuola, si è visto come la fotografia in genere, il ritratto e l’autoritratto siano ottimi mezzi atti a tirare fuori e sviscerare emozioni trattenute e soffocate per anni;
– nella donna che ha difficoltà a lasciarsi andare con se stessa, col proprio corpo, con la propria femminilità, autenticità, se ben supportata da una persona esperta, si riappropria della suaidentità , del suo amore perso e ritrovato, della sua accettazione ma anche della sua voglia di ricominciare a giocare con se stessa, abbandonando la severità e il giudizio. 


PERCORSO INTROSPETTIVO DI 4 INCONTRI ★ 
ABBANDONO: far fuoriuscire eventuali tensioni, blocchi, giudizi interiori

CONNESSIONE: ascolto delle proprie pulsioni, emozioni, identità, ruoli sociali

INDAGINE DEL SE’: conoscenza, gioco di altre parti inascoltate, anche attraverso il travestimento come ricerca della propria identità ed evasione dai propri limiti e ruoli quotidiani

IMMAGINE CORPOREA: recupero della propria immagine (reale) corporea e sua accettazione

FEMMINILITA’: recupero o conoscenza della propria femminilità, sensualità
Il percorso tenuto dalla fotografa Micaela Zuliani  avviene utilizzando più elementi: la fotografia come mezzo terapeutico, lo specchio, la musica, il travestimento.

INVESTIMENTO ★ 
RITRATTO TERAPIA € 200 : 4 incontri infrasettimanali di 1h ciascuno.
BOUDOIR TERAPIA si può scegliere tra due pacchetti:
libera la femminilità (4 incontri di 1h) oppure un servizio fotografico boudoir (1 incontro di 2h)

RICHIEDI LA SCHEDA PER PARTECIPARE ★ invia una mail a scuoladiboudoir@gmail.com