SELF BOUDOIR COACHING

Da quest’anno parte ufficialmente un nuovo servizio che sono felicissima di offrire, il progetto che reputo più ambizioso e innovativo, il risultato di questi 10 anni di attività, ovvero un percorso sull’autostima che già conoscevate, ma anche di sblocco della propria femminilità attraverso la fotografia. Il percorso è ovviamente strutturato sulla donna che si rivolge a me, non c’è nulla di precostituito, non potrebbe esserlo per ovvie ragioni. Due incontri che prevedono chiacchierata, scatti fotografici emozionali centrati sul viso, espressioni, emozioni prima e successivamente improntati sul gioco con la propria femminilità (unica, personale, non stereotipata).In questo percorso non sarò per voi solo una fotografa, ma colei che vi porge la mano giocando con voi stesse, senza giudizio alcuno, comprendendo nel più profondo le dinamiche che vivete, dato che le ho vissute prima di tutto io e vi sprona a tirare fuori parti nascoste di voi, del vostro essere Donna a 360° come non lo siete mai state, liberandovi dal vostro SuperIO che fino ad oggi vi ha bloccato, il tutto GIOCANDO. Il gioco è la parola chiave, il concept prioritario, e lo spirito è quello delle bambine che si guardano con curiosità e compassione (=accettando così pregi e difetti senza severità) . Sono veramente felice di questo progetto, perchè pone la Fotografia su un livello al pari della psicanalisi, togliendolo da quello della superficialità e dell’apparenza a cui siamo ormai abituati.Le clienti si rivolgo a me non solo per passaparola o ricerche in internet, ma consigliate da diverse psicologhe con cui sono in contatto e che credono nell’efficacia di questo percorso. In alcuni casi lo hanno proprio testato.In sintesi è per me un sogno che si realizza e su cui ho lavorato e creduto da sempre. GRAZIE INFINITE DELLA FIDUCIA.Il percorso prevede due incontri di due ore più esercizi a distanza che farete voi con il mio supporto (€ 250 primo step), se poi sentirete l’esigenza di ulteriori incontri lo deciderete voi (ogni incontro successivo ha un investimento di € 250).Sui siti trovate le meravigliose recensioni di chi si è affidata a me. www.micaelazuliani.com e www.scuoladiboudoir.com


Dal 2010 mi occupo di utilizzare la fotografia come mezzo terapeutico e di miglioramento dell’autostima fisica, con il ritratto e boudoir rivolto alle persone e con l’autoritratto rivolto al mio percorso personale.
Inizialmente i miei autoritratti erano improntati su messaggi e stati d’animo più interiori, oggi dopo un lungo percorso di analisi grazie alla fotografia, sto lavorando anche sulla mia femminilità che evolve continuamente.
Nel tempo ho visto il riscontro che ho da parte di tante donne, di ogni età e condizione, proprio perchè mi percepiscono come una persona che prima di tutto ci mette faccia e corpo in tutto ciò che fa, per dare credibilità al suo lavoro. Dico sempre che “se chiedi agli altri fiducia, trasparenza, autenticità, devi essere la prima a mostrarti per ciò che sei” e cosi ho deciso di farlo, prima di tutto per me stessa e poi per tutte le persone che mi seguono.

E’ quindi naturale oggi che il percorso fatto in questi dieci anni, assuma una veste più professionale, anche perchè sento forte il bisogno da parte di tante persone di trovare-seguire una guida. Non è qundi presuntuoso il termime coach ma ha un sigificato per me prezioso e rappresenta il motivo vero per cui ho iniziato a fare fotografia, anche dopo un periodo di disturbi alimentari superati .

In questa pagina pubblicherò alcuni scatti non perfetti, ma il più autentici possibili, sul come valorizzarsi partendo dall’accettazione del proprio corpo, dalla “compassione” della propria persona amando e accettando pregi e difetti, e giocando con la propria femminilità, che si evolve di pari passo con il proprio animo.


L’EVOLUZIONE DELL’AUTORITRATTO in 10 anni

Ho messo insieme in ordine cronologico gli autoritratti piu’ significativi fatti in questi dieci anni, in cui ho usato la fotografia come terapia e ricerca personale. I primi del 2010 e 2011 sono molto d’impatto, rabbiosi, dove dovevo far uscire emozioni represse da tempo. Nel 2012 ho realizzato l’autoritratto piu’ difficile per me, una vera violenza, in cui mi sono messa a nudo tirando fuori la mia parte più fragile, accogliente, morbida, femminile, io che di solito mostro la parte più maschile, l’azione. Nel 2019 ho incominciato a giocare invece con la mia femminilità più esterna, fisica e ne e’ uscito l’autoritratto che ha rappresentato proprio la svolta, in cui in un amplesso immaginario (metafora) il maschile e il femminile si sono accettati, hanno deciso di convivere tra loro, senza più farsi battaglia. Da questo autoritratto che e’ stato proprio il punto di cambiamento interiore ed esteriore, ho incominciato a giocare con la mia femminilità, sensualità, erotismo, senza più nascondermi. Tutto questo lavoro introspettivo con la fotografia mi ha permesso di liberarmi da tabù autoimposti ed essere veramente me stessa, fregandomene degli altri.