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Boudoir is Rock !

Qualcuno può pensare che il titolo sia un azzardo. I due termini possono coesistere tra loro? Vediamo di approfondire.
Solitamente il genere Boudoir è inteso come la valorizzazione della donna con una connotazione accentuata della sua sensualità, eleganza, ed è proprio quest’ultima componente che differenzia questo genere fotografico dalla fotografia erotica, in cui il sottinteso lascia il posto all’esplicito e al dichiarato. [continua]

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Francesca Angelo e Curvy Pride sostengono i negozi di quartiere

E’ nei momenti di difficoltà che gesti di sostegno possono non solo far sentire uniti, ma dare supporto ad altre persone.
Il coronavirus ha messo in ginocchio tutti, soprattutto grandi catene e negozi di quartiere, ma l’associazione Curvy Pride ha pensato ad una nuova iniziativa delle sue.

Un gesto solidale per il commercio locale

L’idea è venuta alla referente del gruppo di Varese, Giulia Rosso, e poi recepita con entusiasmo da decine di altre donne, tra cui la nostra Francesca Angelo, che svolgono anche l’attività di modelle curvy. Le ragazze si sono chieste come poter fare la propria parte per aiutare il commercio locale, i negozi, le piccole botteghe di vicinato a superare questa crisi nera da emergenza sanitaria. [continua]

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AMO

Quand’è che la parola oMOfobia verrà cambiata con AMO.

Su 49 nazioni scrutinate, in quanto a omofobia e transfobia, l’Italia quest’anno si è posizionata 34°, ex aequo con l’Ucraina. Risultati simili emergono dal Society at a Glance 2019 – A spotlight on Lgbt people di Ocse, che evidenzia in Italia un livello di accettazione dell’omosessualità più basso della media europea – in classifica compare dopo l’Ungheria – e un ancora più scarsa accettazione delle persone transgender. Tutte le analisi di dati citate offrono almeno un contraltare positivo: le nuove generazioni sono più rispettose e meno discriminanti. Però l’emergenza è evidente ed è necessario agire in tempo per contrastare la tendenza, come ha dichiarato anche il direttore esecutivo dell’ILGA Evelyne Paradis. [continua la lettura]

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Femminile Singolare gioielli

Tra i vari servizi offerti, Scuola di Boudoir realizza campagne pubblicitarie mirate a promuovere brand nel settore dell’abbigliamento intimo e non, gioielli, complementi d’arredo, location, utilizzando un linguaggio artistico e unico nel settore.

Ecco la campagna pubblicitaria realizzata per il marchio Femminile Singolare.
Lo spirito e’ quello di quando si e’ bambine che si guarda, si gioca con le cose, con i gioielli della mamma, con la realtà, in un modo fisico, fresco, innocente, fuori dalla logica. Ma anche quello di unire il corpo femminile (rappresentato in modo astratto) con l’eleganza dei gioielli di Femminile Singolare. La splendida modella e’ la nostra Henryka, @henryka_glow.
Un’ulteriore visione artistica è stata offerta dalla nostra collaboratrice Luisa Cittone , illustratrice di Arte Erotica, che ha realizzato un’opera unica per Femminile Singolare. (sotto)
Sito Femminile Singolare gioielli http://femminile-singolare.com/
Instagram @femminilesingolare

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QUADRI D’AUTORE UNICI

Non semplici foto, ma veri ed unici QUADRI D’AUTORE.
Ogni stampa in camera oscura è unica, ai sali d’argento su carta pregiata, baritata o politenata dimensione 24 x 30,5 e relativa cornice.
Sviluppo e stampa analogica realizzati da Micaela Zuliani.
I servizi fotografici sono solo in analogico, su richiesta e ad un prezzo aggiuntivo si potrà richiedere anche il servizio fotografico in digitale finalizzato a files digitali scopo canali social.
Tutte le fotografie (analogiche e digitali) sono consegnate esclusivamente in bianco e nero.

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AUTOEROTISMO

Sono arrogante ? (parto da questa domanda).Da una prima lettura potrei dire di sì. Chi rimane in superficie vede una donna sicura, con le idee chiare, che non gli interessa il parere degli altri e con una certa dose di autostima e libertà. Questo nella società di oggi sicuramente dà fastidio, soprattutto se ad esserlo è una donna. Non so per quale motivo ma sembra che sia più accettabile dagli altri, dalla nostra società, farsi del male e vivere all’inseguimento dell’approvazione degli altri. Cosa curiosa se ci pensiamo. Aggiungiamo poi che una donna deve stare al suo posto e non alzare nè la testa nè la voce. L’anno prossimo compirò 50 anni e se faccio un bilancio della mia vita, posso dire che solo negli ultimi anni ho acquisito una serenità, una consapevolezza di me, del mio valore. Ultimi anni! Significa, che se quantifichiamo, per QUARANTICINQUEANNI non ero me stessa, ricercavo l’approvazione degli altri e il riconoscimento della mia persona. 45 non è poco! Mi rendo conto che appaio a tanti, compulsiva, forte, piena di vita, eccessiva. Ci sta. Di temperamento sono una che ama la vita e curiosa, un po’ iperattiva di mio, ma questa forza, esuberanza, fame, è scaturita da un lungo periodo in cui mi sono fatta a pezzi, fisicamente e mentalmente. Per un anno non avevo più le mestruazioni, per tanti anni avevo un rapporto malsano con il mio corpo, lo martoriavo, ho anestetizzato le emozioni, pulsioni, desideri. Chi era il carnefice e chi la vittima? In entrambi i casi sono stata io. Cercavo di piacere a tutti, ma non avevo un’identità. Non mi conoscevo e non mi autorizzavo ad essere me stessa. Un giorno, tanti giorni, ho toccato il fondo e ho capito che o la facevo finita o era il caso di cambiare e cosi ho fatto. Un percorso lungo, durato anni e più iniziavo a fare ciò che mi diceva la pancia più acquisivo forza e benessere. Mi sono stupita lo ammetto e ho capito che tanto male non ero. In fondo tutti possiamo essere niente male, non togliamo niente agli altri, anzi forse è proprio quando incominciamo a stare bene ed essere sereni che siamo pronti a dare qualcosa al prossimo, perchè non lo facciamo più per bisogno, ma per piacere. La fotografia mi ha aiutato molto a liberarmi, a conoscermi e a fare pace con me stessa. Provengo da un passato di timidezza, insicurezza, di rapporti sessuali bianchi immacolati dove ero talmente immersa dai miei problemi alimentari che spronavo il partner a “consumare” altrove, comprendendo le sue necessità. (Oppure non volevo rotture di balle, diciamolo). Se ci pensate è assurdo. Autoerotismo? figuriamoci, già era tanto se riuscivo a porgermi una mano, anche metaforicamente. Oggi sono sicura di me, mi voglio bene, mi accetto con i miei pregi e difetti e non permetto più a nessuno di tarparmi le ali. Ascolto con molta attenzione gli altri, ma poi decido con la mia testa. Non elemosino l’affetto e l’amore, nè il sesso. Io sono questa, prendere o lasciare, non mi nascondo però, non fingo di essere una persona diversa, sono autentica, poi logico so che non posso piacere a tutti. Prendo posizioni nette è vero, ma sono la prima a cambiare idea se mi convinci che mi sbaglio. Ho lavorato anche sulla mia sessualità, femminilità, ora reputo normale e sano ciò che mi sento di fare e l’autoerotismo lo pratico, perchè non solo ne abbiamo bisogno (e menomale altrimenti saremmo tutti incazzati) ma è un modo per conoscerci in primis e trasmettere al partner cosa ci piace, perchè in fondo un rapporto sessuale rimane uno scambio intimo tra due persone, un po’ come la fotografia. Il lavoro di consapevolezza che ho fatto su di me è servito a me in prima persona, ma può servire e serve anche a chi ancora non ha trovato la strada, la forza, il coraggio per parlarsi. Tutti noi abbiamo bisogno di persone “apripista” che con coraggio e libertà fanno il lavoro sporco per altri e se posso servire in questo perchè no. Ho trattato tanti temi in questi dieci anni, temi che sono reali, quotidiani, oggi voglio affrontarne uno nuovo, il VERO tabu’, quello che tutti sentono come nascosto, anche per i più socialmente aperti a livello mentale. Che se ci pensiamo è curioso perchè viviamo sommersi di sesso in ogni istante della nostra giornata, più o meno gratuito, esplicito, dove anche per pubblicizzare un succo di frutta alla pera si usa la sessualità, ma poi ciò che dovrebbe essere la cosa più normale di questo mondo, l’amore per noi stessi, si teme, si nasconde, rimane un tabù.Ecco che ho pensato come fondatrice e titolare di Scuola di Boudoir, un brand rivolto a tutte le donne, di iniziare un percorso, perchè parlarne solo nella giornata mondiale dell’orgasmo mi sembrava inutile. Un percorso in cui ci diamo la mano e piano piano, usciamo dalla nostra rigidità mentale, dallo sporco e proviamo a valutare che c’è modo e modo per parlarne. Ognuno ha il proprio e personalissimo concetto di autoerotismo. Dal 1 giugno al 31 luglio prima io, poi lo staff di Scuola di Boudoir pubblicheremo i nostri autoritratti autoerotici, che non saranno volgari, perchè la volgarità è inutile e allontana ad una riflessione, ma durante questo percorso chiederò a chi vuol partecipare di inviarmi un suo personale autoscatto. Partecipare significa sentire importante, urgente parlarne, in modo autentico, genuino, non un modo per fare esibizionismo, che sarà a priori scartato. Non si accetteranno quindi foto volgari, (per intenderci di organi in erezione o gambe aperte) e le persone che parteciperanno (uomini e donne) potranno non metterci la faccia, ma il nome si. Perché se credi in un messaggio non ha senso nascondersi. Questa è la prima novità che riguarda solo Scuola di Boudoir, ne segue poi un’altra che scoprirete nelle prossime settimane.

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Sessualità, gioco, erotismo

Tra le tante iniziative a cui stiamo lavorando con Scuola di Boudoir, c’è quella di abbattere ulteriori tabù e contribuire ulteriormente a formare ed educare la Donna a sentirsi autorizzata ad essere se stessa, indipendente, autonoma e svincolarsi dai clichè stereotipati della società; poter parlare di argomenti REALI ma tenuti nascosti per vergogna o perchè ritenuti scandalosi. Peccato che piu’ si insabbia la realtà e più la società esplode, mettendo in atto comportamenti deviati, ritenuti normali, rispetto a ciò che dovrebbe essere considerato sano, vero, quotidiano.
Da 10 anni attraverso la fotografia, mi sono occupata di legittimare la donna con disabilità a sentirsi sexy come tutte le altre donne e a farsi fotografare. Sono stata relatrice in diversi dibattiti su territorio nazionale presso convegni, scuole, e ho presenziato anche ad un evento in cui un prete mi ha ospitato per parlare di sessualità, insieme a giornalisti ed esperti di settore.
Combatto da sempre l’abuso del ritocco estetico con photoshop, a favore di un’autenticità dimenticata, nascosta, non accettata.
Sprono le donne over 50 e 60 a vedersi belle e sensuali col boudoir e sono felice che la risposta in tal senso c’è stata.
Oggi, 2020 il lavoro di noi donne contro il femminicidio, il fenomeno “Revenge porn” e la considerazione della donna ancora come oggetto sessuale anche nel settore della fotografia, mercificandola e non riconoscendola come professionista, deve essere fatto perchè anzichè andare avanti, si sta tornando indietro.
E lo staff di Scuola di Boudoir che è formato da sole Donne, tutte in linea con questa filosofia di pensiero, si occuperanno nei prossimi mesi di sessualità e temi inerenti a questo, con interviste mirate col fine di dare aiuto concreto alle modelle, alle fotografe ma anche a tutti quegli uomini che non sanno come comportarsi per paura di essere fraintesi. Le interviste saranno sul nostro canale di youtube Scuola di Boudoir.

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