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Come nasce una fotografia vincente

Il titolo e’ ovviamente provocatorio, perché per me una fotografia non può essere “vincente” in modo oggettivo, dato che il riscontro pubblico risente di tanti fattori e sono molto scettica sui concorsi e mostre, per questo la mia partecipazione e’ stata eccezionale. Appurato questo, sono comunque contenta di essere stata la vincitrice. Ma una fotografia più che vincente, deve essere efficace, scuotere, trattenere dalle cose che stavi facendo in quel momento, in una parola SEDURTI (portare a sé l’attenzione del pubblico) e per farlo, devi comunicare chiaramente, senza 300 mila orpelli chi sei, cosa ti emoziona nella vita come autore della foto, quali sono i tuoi valori, le tue paure, le tue speranze, il tuo lato oscuro, e mostrarlo in modo onesto, sincero, autentico.
La fotografia per me si basa sulla capacità di sintesi, mettendo totalmente se stessi. Difficile forse, ma non impossibile: bisogna conoscersi, sapere che persone siamo, cosa ci piace, cosa ci disturba. Vivendo, leggendo, guardando film, faceno esperienza, mettendosi in gioco nella vita, si arriva ad avere una buona consapevolezza di se stessi.


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Pepper & Love lingerie

Campagna pubblicitaria realizzata da Micaela Zuliani per Scuola di Boudoir. 
La splendida lingerie e' fornita da Pepper & Love @pepperandloveit modella Boudoir della scuola e' Francesca Angelo @f.angelo1974
Si e' scelto una post produzione molto carica, qui si possono vedere le 3 le versioni di stile post. 
www.pepperandlove.it
video di backstage

www.pepperandlove.it

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La luce

LA LUCE : modificare la luce nel ritratto e nel boudoir
La fotografia Boudoir è un ramo del ritratto più evoluto e complesso, per questo motivo prima di poter partecipare ad un corso individuale di Boudoir è consigliabile conoscere il ritratto e la luce. E’ previsto il pacchetto Ritratto (con un approfondimento della luce) + Boudoir. Visita il sito www.scuoladiboudoir.com
Insegnante Micaela Zuliani www.micaelazuliani.com per visionare il portfolio dei ritratti realizzati.

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Photo editing : come scegliere le foto in modo veloce

Per economizzare il proprio tempo e concentrarci sulle fotografie che reputiamo migliori è necessario imparare a selezionare il flusso di lavoro in modo veloce, senza ostinarci a tenere troppe foto simili.
Come fare? Io uso la pancia, che negli anni ho visto non sbaglia, ma questo è il mio modo e lascio andare le foto che mi convincono meno.
Da oggi trovate sul canale youtube contenuti free e altri più approfonditi a pagamento, iscrivendovi al canale rimarrete aggiornati.

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AUTOEROTISMO

Sono arrogante ? (parto da questa domanda).Da una prima lettura potrei dire di sì. Chi rimane in superficie vede una donna sicura, con le idee chiare, che non gli interessa il parere degli altri e con una certa dose di autostima e libertà. Questo nella società di oggi sicuramente dà fastidio, soprattutto se ad esserlo è una donna. Non so per quale motivo ma sembra che sia più accettabile dagli altri, dalla nostra società, farsi del male e vivere all’inseguimento dell’approvazione degli altri. Cosa curiosa se ci pensiamo. Aggiungiamo poi che una donna deve stare al suo posto e non alzare nè la testa nè la voce. L’anno prossimo compirò 50 anni e se faccio un bilancio della mia vita, posso dire che solo negli ultimi anni ho acquisito una serenità, una consapevolezza di me, del mio valore. Ultimi anni! Significa, che se quantifichiamo, per QUARANTICINQUEANNI non ero me stessa, ricercavo l’approvazione degli altri e il riconoscimento della mia persona. 45 non è poco! Mi rendo conto che appaio a tanti, compulsiva, forte, piena di vita, eccessiva. Ci sta. Di temperamento sono una che ama la vita e curiosa, un po’ iperattiva di mio, ma questa forza, esuberanza, fame, è scaturita da un lungo periodo in cui mi sono fatta a pezzi, fisicamente e mentalmente. Per un anno non avevo più le mestruazioni, per tanti anni avevo un rapporto malsano con il mio corpo, lo martoriavo, ho anestetizzato le emozioni, pulsioni, desideri. Chi era il carnefice e chi la vittima? In entrambi i casi sono stata io. Cercavo di piacere a tutti, ma non avevo un’identità. Non mi conoscevo e non mi autorizzavo ad essere me stessa. Un giorno, tanti giorni, ho toccato il fondo e ho capito che o la facevo finita o era il caso di cambiare e cosi ho fatto. Un percorso lungo, durato anni e più iniziavo a fare ciò che mi diceva la pancia più acquisivo forza e benessere. Mi sono stupita lo ammetto e ho capito che tanto male non ero. In fondo tutti possiamo essere niente male, non togliamo niente agli altri, anzi forse è proprio quando incominciamo a stare bene ed essere sereni che siamo pronti a dare qualcosa al prossimo, perchè non lo facciamo più per bisogno, ma per piacere. La fotografia mi ha aiutato molto a liberarmi, a conoscermi e a fare pace con me stessa. Provengo da un passato di timidezza, insicurezza, di rapporti sessuali bianchi immacolati dove ero talmente immersa dai miei problemi alimentari che spronavo il partner a “consumare” altrove, comprendendo le sue necessità. (Oppure non volevo rotture di balle, diciamolo). Se ci pensate è assurdo. Autoerotismo? figuriamoci, già era tanto se riuscivo a porgermi una mano, anche metaforicamente. Oggi sono sicura di me, mi voglio bene, mi accetto con i miei pregi e difetti e non permetto più a nessuno di tarparmi le ali. Ascolto con molta attenzione gli altri, ma poi decido con la mia testa. Non elemosino l’affetto e l’amore, nè il sesso. Io sono questa, prendere o lasciare, non mi nascondo però, non fingo di essere una persona diversa, sono autentica, poi logico so che non posso piacere a tutti. Prendo posizioni nette è vero, ma sono la prima a cambiare idea se mi convinci che mi sbaglio. Ho lavorato anche sulla mia sessualità, femminilità, ora reputo normale e sano ciò che mi sento di fare e l’autoerotismo lo pratico, perchè non solo ne abbiamo bisogno (e menomale altrimenti saremmo tutti incazzati) ma è un modo per conoscerci in primis e trasmettere al partner cosa ci piace, perchè in fondo un rapporto sessuale rimane uno scambio intimo tra due persone, un po’ come la fotografia. Il lavoro di consapevolezza che ho fatto su di me è servito a me in prima persona, ma può servire e serve anche a chi ancora non ha trovato la strada, la forza, il coraggio per parlarsi. Tutti noi abbiamo bisogno di persone “apripista” che con coraggio e libertà fanno il lavoro sporco per altri e se posso servire in questo perchè no. Ho trattato tanti temi in questi dieci anni, temi che sono reali, quotidiani, oggi voglio affrontarne uno nuovo, il VERO tabu’, quello che tutti sentono come nascosto, anche per i più socialmente aperti a livello mentale. Che se ci pensiamo è curioso perchè viviamo sommersi di sesso in ogni istante della nostra giornata, più o meno gratuito, esplicito, dove anche per pubblicizzare un succo di frutta alla pera si usa la sessualità, ma poi ciò che dovrebbe essere la cosa più normale di questo mondo, l’amore per noi stessi, si teme, si nasconde, rimane un tabù.Ecco che ho pensato come fondatrice e titolare di Scuola di Boudoir, un brand rivolto a tutte le donne, di iniziare un percorso, perchè parlarne solo nella giornata mondiale dell’orgasmo mi sembrava inutile. Un percorso in cui ci diamo la mano e piano piano, usciamo dalla nostra rigidità mentale, dallo sporco e proviamo a valutare che c’è modo e modo per parlarne. Ognuno ha il proprio e personalissimo concetto di autoerotismo. Dal 1 giugno al 31 luglio prima io, poi lo staff di Scuola di Boudoir pubblicheremo i nostri autoritratti autoerotici, che non saranno volgari, perchè la volgarità è inutile e allontana ad una riflessione, ma durante questo percorso chiederò a chi vuol partecipare di inviarmi un suo personale autoscatto. Partecipare significa sentire importante, urgente parlarne, in modo autentico, genuino, non un modo per fare esibizionismo, che sarà a priori scartato. Non si accetteranno quindi foto volgari, (per intenderci di organi in erezione o gambe aperte) e le persone che parteciperanno (uomini e donne) potranno non metterci la faccia, ma il nome si. Perché se credi in un messaggio non ha senso nascondersi. Questa è la prima novità che riguarda solo Scuola di Boudoir, ne segue poi un’altra che scoprirete nelle prossime settimane.

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Sessualità, gioco, erotismo

Tra le tante iniziative a cui stiamo lavorando con Scuola di Boudoir, c’è quella di abbattere ulteriori tabù e contribuire ulteriormente a formare ed educare la Donna a sentirsi autorizzata ad essere se stessa, indipendente, autonoma e svincolarsi dai clichè stereotipati della società; poter parlare di argomenti REALI ma tenuti nascosti per vergogna o perchè ritenuti scandalosi. Peccato che piu’ si insabbia la realtà e più la società esplode, mettendo in atto comportamenti deviati, ritenuti normali, rispetto a ciò che dovrebbe essere considerato sano, vero, quotidiano.
Da 10 anni attraverso la fotografia, mi sono occupata di legittimare la donna con disabilità a sentirsi sexy come tutte le altre donne e a farsi fotografare. Sono stata relatrice in diversi dibattiti su territorio nazionale presso convegni, scuole, e ho presenziato anche ad un evento in cui un prete mi ha ospitato per parlare di sessualità, insieme a giornalisti ed esperti di settore.
Combatto da sempre l’abuso del ritocco estetico con photoshop, a favore di un’autenticità dimenticata, nascosta, non accettata.
Sprono le donne over 50 e 60 a vedersi belle e sensuali col boudoir e sono felice che la risposta in tal senso c’è stata.
Oggi, 2020 il lavoro di noi donne contro il femminicidio, il fenomeno “Revenge porn” e la considerazione della donna ancora come oggetto sessuale anche nel settore della fotografia, mercificandola e non riconoscendola come professionista, deve essere fatto perchè anzichè andare avanti, si sta tornando indietro.
E lo staff di Scuola di Boudoir che è formato da sole Donne, tutte in linea con questa filosofia di pensiero, si occuperanno nei prossimi mesi di sessualità e temi inerenti a questo, con interviste mirate col fine di dare aiuto concreto alle modelle, alle fotografe ma anche a tutti quegli uomini che non sanno come comportarsi per paura di essere fraintesi. Le interviste saranno sul nostro canale di youtube Scuola di Boudoir.

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COME NASCE UN’IDEA

Perchè è importante allenare il cervello e nutrire la propria cultura?
Perchè spesso senza volerlo troviamo delle idee alle nostre fotografie che non pensavamo di avere. Il nostro cervello assorbe informazioni anche se siamo stanchi e guardiamo un film, un video musicale, leggiamo un libro, andiamo ad una mostra.
Ho trovato un esempio interessante per parlare in questo articolo di come può nascere un’idea. Premetto che mi piace sperimentare sia col tempo, sia in post produzione, mi piace ispirarmi alle fotografie boudoir francesi, alla scultura greca, e trovo interessante anche l’uso del mosso, giocando col tempo di esposizione per creare immagini oniriche.
Un mese fa io e LaFra_miele dovevamo scattare ma non avevo ancora delle idee precise sul cosa fare, spesso lascio che un seme che ho in testa si sviluppi durante le riprese, e così è stato, in un’ora ho creato 3 album differenti senza variare il trucco, e togliendo semplicemente la lingerie.
Sono partita col fare fotografie Boudoir, il mio soggetto era seduto sulla poltrona in lingerie (1° idea), ma ero stufa di fare queste foto, cosi ho voluto provare a rimanere nel boudoir giocando col tempo di esposizione (2° idea), dopodichè abbiamo provato a ispirarci a Canova e la scultura Greca, per cui ho fatto spogliare LaFra_miele, è salita su una sorta di piedistallo che ricordava una statua e nuda le ho avvolto un lenzuolo. Il suo corpo lungo affusolato elegante ricordava un cigno e da qui la 3° idea, non ancora soddisfatta ho voluto giocare di nuovo col tempo di esposizione ritraendo il mio soggetto come una statua mossa.
L’idea definitiva è stata davanti al computer: inizialmente pensavo di lasciare le fotografie a colori, ma incuriosita ho voluto convertire in bianco e nero e più guardavo il monitor più mi affascinava il fatto che il contorno del corpo si perdesse nel bianco dello sfondo. Istintivamente ho accentuato il contrasto, mi sono alzata dalla sedia per bere dell’acqua e quando sono tornata ho VISTO la mia idea. E’ uno dei lavori più strani che abbia mai fatto e che amo molto, una persona che mi conosce bene ha detto “è particolare come te ” e aveva proprio ragione, la fotografia rappresenta totalmente me, fuori dagli schemi, con influenze di storia dell’arte, sconfina fuori , ed è in bianco e nero. Rappresenta la Donna e la Libertà di essere che muta continuamente. EVAnescenza, anche il titolo lo sento perfetto, Eva ovvero la Donna che muta.

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